A Gigi

Inaridirei,
come fiore senza gambo,
se dal mio cielo
sparissero gli amici,
inaridirei
se le mie notti
fossero bianche e nude
di sorrisi,
inaridirei
se i miei desideri
marcissero, sperduti,
nel silenzio di pietraia,
inaridirei,
senza una voce che mi chiamasse,
amica,
come una grigio-rosa
stella di mare al sole…

Il giorno

Un caldo bacio

su le labbra arse

e rinsecchite,

il profumo greve

di cespugli e rovi,

il nitrire acuto

d’una cavalla incappucciata:

è il giorno senza fine

di un agosto fatto di zolfo.

Così

Solo i desideri
si spengono alla notte…
le speranze
ardono incessanti
sopra i nostri visi
come fuochi
fatui…

A Daniela e Tiziana

Vorrei rubare l’oro
che nascondete
nelle iridi profonde…
vorrei
la vita vostra,
il vostro amore
per sperderli nel vento
caldo
e ravvivare il mondo…
ma i desideri miei
son passeggeri
come nuvole
inseguite dal sole…

L’alba

Un lungo luccicar

di aghi di pini,

l’attesa tremula

di farfalle,

l’ampio respiro

dell’umidor del bosco…

sta nascendo il giorno…

Vajont

Piangono le madri

sui corpi esanimi

dei giovani che le han lasciate…

piangono sui visi

che si fan di cenere,

sugli occhi rinsecchiti,

sulle labbra screpolate…

Non c’è più luce

su questa lama di terra

che ingrigisce

giorno per giorno

e par vacilli sotto il peso

dell’angoscia…

Da tempo il canto

degli uccelli

s’è perso dentro gli antri

bui

delle montagne viola

e gli alberi

non hanno foglie

per stormire…

Solo un lunghissimo

silenzio,

rotto dai singhiozzi

che si vanno affievolendo

fascia l’umanità

e l’ipnotizza,

sì che anche il pianto

di chi è rimasto

è già scomparso

e van

Vespero

Piangono le rane

dietro l’ansa

del caldo fiume…

frinisce stanca

l’ultima cicala

inebetita dal lungo sole

spiovuto tutto il giorno…

la luna ora ha paura

a risalir la china

azzurra

che va scolorando…

è il vespero di luglio

che ci abbraccia

e ci accarezza…

Vivrò

ma non per questo sole,

ma non per questa terra

dove le civette vincono le allodole…

Vivrò per volti ancora sconosciuti

per labbra esangui mai baciate,

per occhi dolci che celan l’oro

di bellezze pure…

E  in mezzo ad erici ed ontani

di cristallo

le foglie dell’eterna giovinezza

carezzeranno il volto mio

di bimbo…

Vivrò per sconfinati arcobaleni,

per variopinte

luminescenti stelle di mare,

dopo aver dato tutto di me

a questa sabbia ardente,

dopo aver bruciato

i desideri e le passioni,

dopo che i sogni

saranno inceneriti all’alba.

Vivrò per tutti i nomi

di fanciulle che ho scritto

sugli alberi,

per tutti i baci che non ho

donato, per quelle stelle

che brillavano negli occhi

delle donne che io amavo…

Vivrò in eterno,

per i ricordi che non ho cessato

di ravvivare,

per le illusioni che non ho

creduto spente,

per le amarezze che nessuno

ha mai cercato di alleviare.

Tardi per noi due

Quanto freddo scorre

nelle tue parole…

ti accarezza il viso

un ricordo buio

di gioventù lontana

e non t’avvedi

che le tue iridi di gelo

hanno il riflesso

della notte.

L’ultimo accordo

Piove il silenzio

sul mio cuore, grigio

da tanto vento

che vi scorre inquieto…

Odorano di muschio

e di stantìo

le ossa fragili

gonfie di vecchiezza.

Or si fa buio

su questo banco di terra…

e il mio sospiro

è un ricorso di speranze

che a lungo muore

sugli argini di sale

del fiume di ricordi.